ARANCE ROSSE SU "STRISCIA LA NOTIZIA": INFURIA LA POLEMICA


Lun 18 Gen 2010

In un servizio del tg satirico Alessandro Scuderi, presidente del Consorzio di Tutela Arancia Rossa di Sicilia IGP, definisce "originali" solo le arance con il bollino e "taroccate" le bionde con "l'ombelico". Pasciuta: «Falso e dannoso per settore»


Infuria la polemica su un servizio di Striscia la Notizia sull’arancia rossa. Giovedì scorso, 14 gennaio, all’interno del tg satirico di Canale 5 nella rubrica “Contro i tarocchi” è stato trasmessa un’intervista con Alessandro Scuderi, presidente del Consorzio di Tutela Arancia Rossa di Sicilia IGP, che ha sottolineato le caratteristiche delle arance Tarocco, Moro e le differenze con le arance bionde, in un confronto che indicava le arance con il bollino come “originali” e quelle senza come “non originali”. Il rischio di disorientare il telespettatore però era dietro l’angolo. Visto che chi ha visto il servizio poteva pensare che un’arancia rossa con il marchio Igp è migliore du un’arancia bionda e che “l’ombelico” sull’arancia Navel segnali una qualità inferiore o addirittura sia un agrume “taroccato”.


Secca la replica di Giuseppe Pasciuta, presidente del Consorzio Tutela Arancia di Ribera DOP. “Si è trattato di un grossolano errore strategico e di comunicazione che ha comportato un grave danno al settore agrumicolo siciliano e in particolare all’Arancia Ribera di Sicilia-Riberella, contraddistinta proprio dal cosiddetto ombelico, che nel servizio di “Striscia la Notizia” è stato identificato come elemento di contraffazione. Si è trattato di un servizio pubblicitario di un prodotto che nel contempo ne denigrava un altro. Sulla questione adiremo alle vie legali”.


Gli effetti della vicenda si sono già fatti sentire a livello commerciale. “Molti clienti – rivela Pasciuta – hanno telefonato dicendosi perplessi e confusi sulla qualità e regolarità delle nostre arance dopo il servizio di “Striscia”. Il rischio quindi è che passi l’idea che l’arancia con l’ombelico non è buona, quando invece è una delle caratteristiche distintive delle nostre arance Navel. L’impatto mediatico e le consegueze sono stati devastanti, dal momento che almeno sei milioni di telespettatori erano collegati al momento del servizio. Purtroppo il danno è fatto, ma vogliamo che il tg satirico di Canale 5 ci dia spazio per replicare e precisare la nostra posizione e le cose come stanno effettivamente”.


Il presidente del Consorzio Tutela Arancia di Ribera DOP, tuttavia, non si perde d’animo e pensa già alla contromossa. “Stiamo già studiando un’attività promozionale o uno spot che metta proprio “l’ombelico” al centro della campagna informativa e come segno distintivo e qualificante delle nostre arance. Nel contempo auspico che l’assessore alle Risorse agricole della Regione Sicilia Titti Bufardeci (che ha cercato di arginare le polemiche sottolineando come non serva a nulla una guerra tra produttori) si attivi a migliorare la comunicazione e a ricompattare il settore ortofrutticolo regionale e agrumicolo in particolare”.


Sul caso interviene anche la Cia, Confederazione italiana agricoltori, della Sicilia che ha chiesto l’immediata rettifica di quanto divulgato tramite "Striscia la Notizia", riservandosi di intraprendere azioni legali a tutela dei propri associati. “Perché – scrive l’associazione - se è vero che bollino identifica una produzione che l’Unione Europea protegge e che viene realizzata da aziende agricole che per scelta imprenditoriale hanno deciso di aderire ad un Consorzio e di rispettare un disciplinare di produzione, è altrettanto vero che esistono arance rosse prodotte in Sicilia, ugualmente buone e ugualmente “vere” che non si fregiano del marchio IGP”. Secondo la Cia, quindi, dire che la sola vera arancia rossa di Sicilia “originale” è quella con il bollino, è un'infelice semplificazione.


Sulla vicenda interviene pure Salvo Laudani, membro del consiglio direttivo del Consorzio di Tutela Arancia Rossa di Sicilia IGP, che senza mezze misure parla di autentico “autogol” per il settore pur cercando di smorzare i toni. “Il Consorzio non era stato avvisato di questa iniziativa che Scuderi ha preso autonomamente seppur, ne sono sicuro, in buona fede. Questo episodio dimostra però come quanto ci sia ancora da lavorare in fatto di comunicazione. Con interventi di questo tipo si rischia solamente di disorientare il consumatore. Posso quindi comprendere le reazioni giustificate di chi si è sentito penalizzato da quel servizio. Ora la direzione da prendere è un’altra per non smarrire l’obiettivo principale: promuovere, uniti, i prodotti ortofrutticoli e agrumicoli siciliani, senza guerre intestine e improvvisazioni che rischierebbero solamente di danneggiare il comparto con pericolosi effetti boomerang”.
Il caso sembra non finirà qui. Su Striscia la Notizia sono attese repliche e precisazioni sul servizio messo “sotto accusa”.
 

Emanuele Zanini

emanuele.zanini@corriereortofrutticolo.it


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